Lasciare questa vita al ritmo della natura

Articolo di Ella Bittel pubblicato originariamente dalla rivista “Holistic Horse, Integrative Therapies for Horse and Rider”,
autunno 2007, n. 51. pg. 28

Sandy e il cavallo Sunny

Sandy con il suo anziano cavallo Sunny

Le cure terminali per gli animali forniscono un’alternativa naturale all’eutanasia.

Il tipico modo di affrontare la fine della vita al giorno d’oggi è quello di porre rapidamente termine a quello che percepiamo come sofferenza del nostro animale e riduzione della sua qualità della vita. Tuttavia, ci sono altri modi di vedere il modo in cui la natura porta a chiusura la vita di un corpo fisico.

Prendete per esempio in considerazione il suggerimento molto comune di far sopprimere un cavallo quando questo non mangia più. Una riduzione dell’appetito si può osservare già mesi o persino anni prima dell’inizio del vero e proprio processo di morte, ma negli ultimi giorni della vita fisica, è normale che il morente smetta completamente di mangiare. Dal nostro punto di vista, ci può sembrare che stia morendo di fame, ma dall’esperienza nel campo dell’assistenza terminale agli umani sappiamo che semplicemente la sensazione di fame non si presenta più. Perché al corpo dovrebbe importare di mangiare quando comunque non utilizzerà più l’energia fornita dal cibo? Se ci sono sintomi di disagio al canale digerente, si può ricorrere a diverse modalità di cura per prevenire o alleviare i sintomi delle coliche; tra queste l’omeopatia, l’agopuntura, le erbe, i probiotici e gli oli essenziali.

Il dolore e il desiderio di vivere

La preoccupazione principale che spesso ci porta a voler ricorrere all’eutanasia è quella di far soffrire il nostro amato cavallo. Una cosa che trascuriamo spesso, quando siamo così presi da questa preoccupazione, è che molti animali preferiscono dover sopportare del dolore pur di rimanere vivi. Tutti conosciamo probabilmente degli esseri umani che soffrono fisicamente e che tuttavia non desiderano automaticamente morire. In realtà, è proprio l’osservatore esterno a soffrire di più.

Forse dovremo separare il nostro cavallo anziano dai suoi compagni per assicurarci che possa avere accesso a tutto il cibo che desidera pur mangiando più lentamente di tutti gli altri membri del branco. Un po’ di integratori e di terapie cosiddette di “assistenza geriatrica di alto mantenimento” sono spesso tutto ciò che serve per aiutare un cavallo a raggiungere l’età in cui può morire naturalmente.

Un cavallo che non sia un grado di alzarsi in piedi da solo (a causa di problemi strutturali come l’artrite) rappresenta una grossa sfida logistica che spesso conduce all’eutanasia, anche se gli organi interni dell’animale, compreso il cuore, funzionano ancora bene. Impegnarsi per tempo al fine di mantenere la mobilità fisica dell’animale può essere un sforzo che si ripaga grandemente sul lungo periodo, allungando la sua vita di mesi o di anni.

Lasciare questa vita al ritmo della natura

Sandy Rakowitz, del centro One Heart Healing in Virginia (USA), arrivò molto vicina a far sopprimere Sunny diverse volte nell’inverno del 2006. Invece di seguire le procedure comuni e far fare l’eutanasia all’anziano animale, scelse l’assistenza terminale. Le cure palliative fornite per permettere a Sunny di morire naturalmente gli resero invece possibile recuperare e celebrare il suo 36° compleanno nella primavera del 2007. Sebbene non si debbano serbare speranze di recupero quando ci si appresta a fornire cure terminali, questo caso eccezionale dimostra uno degli altri vantaggi dell’hospice: se dovessimo aver sottovalutato ciò che la forza vitale dell’animale può fare in termini di guarigione, la nostra scelta non sarà comunque stata letale.

Cos’è l’hospice

Quando tutte le dovute attenzioni hanno permesso al vostro cavallo di raggiungere la tarda età, allora questi probabilmente a un certo punto smetterà di mangiare. Il digiuno può durare per diversi giorni, durante i quali il corpo tende a sfruttare tutte le riserve rimaste, determinando così spesso un forte calo di peso. A meno che non vi siano sintomi di disagio, non c’è altro che si debba fare fino a quando il cavallo si alza ancora da sé, a parte accertarsi che l’ambiente sia sufficientemente asciutto e caldo, che l’animale possa facilmente accedere al cibo e all’acqua SE lo desidera, e che non venga disturbato da altri membri del branco invadenti. Accertatevi che il cavallo abbia una lettiera sufficiente per sdraiarsi il più comodamente possibile. È auspicabile che trascorriate semplicemente del tempo di qualità in compagnia del vostro animale, esprimendogli amore e gratitudine per tutto ciò che ha portato nella vostra vita.

Spesso, tuttavia, entriamo in un’agitazione emozionale. È impresso dentro di noi il desiderio di fornire nutrimento al nostro amico animale. A meno che non abbiate già familiarizzato col processo naturale del morire, probabilmente non permetterete al cavallo di andare oltre a questo stadio senza provare il desiderio che muoia, prima del tempo necessario a una morte naturale.

Sembra che tutte le persone che non hanno familiarità con l’assistenza terminale abbiano generalmente l’idea che il morire debba essere un processo più veloce di quello che invece è. A volte ci ritroviamo a pensare: “Ma perché ci vuole così tanto?” La vita in un corpo è piuttosto complessa e, a meno che il cuore venga meno, portando così a una morte rapida, ci può volere un certo tempo per portare a chiusura tutti i processi energetici coinvolti, sia sul piano fisico che su quelli sottili.

L’hospice si può imparare

Prendersi cura dei morenti è un’arte, e se non ci prepariamo per tempo, è probabile che non ci sentiremo all’altezza. Invece di sembrarci un atto sacro, ci sembrerà un’impresa inquietante. Che il custode ne sia consapevole o meno, c’è molto che succede negli ultimi giorni e ore di vita di un umano o di un animale morente, in termini di preparazione interiore per il grande passaggio. È davvero un privilegio salutare il nostro amato, senza trattenerlo, senza fargli fretta, abbracciando il processo e il momento dell’addio.

Traduzione di Elena Grassi

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