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Crescita personale con l’animale

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“CHI SONO”

Elena Grassi e Argo in invernoChi sono io?

Dopo una prima fase come traduttrice-interprete, nella mia vita si sono sviluppati due filoni principali, che, rimasti fino a un certo punto separati, si sono poi felicemente contagiati: la crescita personale e la spiritualità da un lato, gli animali e la natura dall’altro.

In campo umano mi sono formata in psicologia transpersonale presso la Deva Foundation negli Stati Uniti, la scuola esoterica “Alla ricerca dell’anima” di Francesco Varetto e come counselor umanistico-esistenziale presso la scuola del C.R.E.A. di Milano (con tirocinio finale presso il reparto hospice di una struttura milanese).

Nell’altro ambito, avevo messo insieme una laurea in scienze naturali e diversi anni di lavoro come giornalista cinofila. Poi Argo è entrato nella mia vita stravolgendola. Ho esplorato l’educazione e rieducazione del cane secondo varie scuole di pensiero (approccio gentile, cognitivo-zooantropologico, sistemico-famigliare), ma ho percorso anche strade “alternative” seguendo apprendistati individuali nella comunicazione intuitiva con gli animali e soprattutto i corsi di dinamica emozionale uomo-animale-uomo di Stefano Cattinelli.

Forte della mia esperienza positiva nell’hospice umano, mi sono formata nella cura degli animali anziani, disabili e morenti con Ella Bittel, ispirandomi inoltre agli insegnamenti di Stefano Cattinelli sull’accompagnamento empatico.
Sono docente del corso “La terza età e il fine vita degli animali” presso l’Istituto Fauno, Scuola di Naturopatia del Benessere Animale.

Nel 2008 ho fondato il progetto Impronte di luce, partito con l’omonima casa editrice ispirata alla sacralità della vita, e che oggi comprende anche i servizi per la crescita personale descritti in queste pagine.

Come lavoro?

Nei percorsi “crescere insieme”, il mio lavoro si basa molto sull’ascolto, sul colloquio e sull’esperienza pratica. I primi due prevalgono nella prima fase per permettermi di entrare nel mondo del custode e del suo animale, e condurre il custode alla comprensione delle dinamiche in corso, poi i percorsi possono prendere strade diverse secondo i casi.

In incontri di lavoro con l’animale lavoreremo sulle capacità del custode di “ascoltare” il proprio cane, interpretarne i comportamenti, intuirne i bisogni, entrare in sintonia e fare esperienze insieme che vadano a modificare la precedente modalità di relazione.

Nei percorsi che riguardano il lutto, i colloqui mireranno a far emergere le tematiche che impediscono al custode di vivere serenamente questa fase della vita. Attraverso il colloquio e lo sviluppo delle capacità di ascolto di sé, la persona potrà arrivare a una comprensione del senso di quanto avvenuto e del ruolo che l’animale ha svolto al suo fianco.

A seconda dei casi mi posso servire di strumenti come le visualizzazioni, la meditazione, esercizi di mindfulness con o senza l’animale, scrittura dell’anima, sessioni di guarigione spirituale e altro.

Soprattutto per i percorsi di elaborazione del lutto, ma eventualmente anche in altri, dopo un opportuno periodo di preparazione si potrà scegliere di effettuare delle sessioni “Soul to soul”, nelle quali, facendo appello al Sé superiore e/o alle proprie guide e a quelle dell’animale, si entra in contatto con l’anima dell’animale stesso.

cane e donna si baciano silhouette al tramontoLa mia visione

Quello che mi sta più a cuore è che la relazione uomo-animale non sia più una relazione basata sullo sfruttamento e sull’uso, anche “solo” affettivo, ma una relazione paritetica basata sul rispetto, esattamente come quella fra persone umane.

Vorrei che il grandissimo ruolo che gli animali stanno svolgendo accanto a noi venisse riconosciuto per quello che è: importante ed essenziale. Essi ci accompagnano e ci sostengono incondizionatamente, ma nel farlo, assorbono le nostre nevrosi, i nostri blocchi emotivi e gli effetti delle nostre incongruenze e incapacità, che poi si trasformano anche in malattie. Dobbiamo assumerci la responsabilità di questo fatto e trasformarci in buoni compagni e custodi, sollevandoli da almeno parte del fardello emozionale che sopportano per noi.

Vorrei che venisse riconosciuto il diritto degli animali a morire con dignità, a casa propria, in un ambiente amorevole, secondo i propri tempi, attraverso l’applicazione agli animali degli stessi principi che vengono messi in atto nell’hospice per gli esseri umani, e quindi anche le adeguate cure palliative.

Risconoscere il ruolo essenziale degli animali nella nostra vita ci porta anche a riconoscere l’importanza di accompagnargli degnamente nella vecchiaia e nella morte. E ci fa attribuire pieno valore al dolore che proviamo per la loro perdita. Lavorare sul dolore del lutto ci aiuta a comprendere il messaggio che l’animale ha portato nella nostra vita e quindi a salutarlo con la giusta riconoscenza, accogliendo il dono che abbiamo ricevuto e tributandogli il giusto ricordo, con la consapevolezza che non siamo mai separati nel cuore.

Libri di Elena Grassi