Verona Rebow è artista professionista da molti anni ed è diventata attivista nel campo dei diritti degli animali, dandosi da fare per incrementare la consapevolezza di coloro che vedono gli animali da compagnia come oggetti di cui disporre a piacere e gli altri animali come fonte di cibo indispensabile.
«Nel 1987, quando il nostro cane Arthur fu sul punto di morire per una immunodeficienza, decisi di estendere anche a lui le mie scelte dietetiche e iniziai a preparargli dei pasti vegetariani fatti in casa. Si riprese in maniera sorprendente! Da allora, tutti i cani che hanno vissuto con noi sono stati nutriti con una dieta vegana, e tutti l’hanno apprezzata. Nel vedere i miei cani che stavano così bene, sempre più persone mi chiedevano delle ricette, e questo mi ha spinta a scrivere Cani vegetariani.
La mia speranza è che le persone che fanno la scelta di nutrire i loro cani con alimenti vegetariani lo facciano sulla base di un’etica di compassione per evitare la sofferenza e la morte dei cosiddetti animali di fattoria.»

Dal sito dell’artista:

I miei primi ricordi parlano di natura e animali. Sono cresciuta in una valle fluviale circondata da verdi colline, profonde foreste e molti diversi animali, che mi affascinavano più di ogni cosa. Queste precoci esperienze della pienezza della vita hanno intessuto il tappeto magico che, da allora, mi permette di viaggiare in questi reami di bellezza e connessione profonda.
All’età di quattordici anni, un professore della scuola d’arte del posto mi prese sotto la sua ala per introdurmi alle tecniche di disegno e di pittura degli antichi maestri. I miei genitori mi sostennero nel perseguire una carriera nel campo dell’arte, ma mi incoraggiarono a imboccare una strada sicura verso l’arte commerciale. Ottenni una laurea in graphic design.
All’età di ventuno anni lavoravo come graphic designer e mi iscrissi all’accademia delle belle arti di Monaco, dove ottenni un diploma in belle arti. Questa formazione mi ha dato le basi per sviluppare il mio stile personale.

La mia creatività è stimolata dalla bellezza/anima che troviamo nella natura e negli animali, e nella nostra relazione con entrambi. Stare nella natura è come essere all’interno di un magnifico quadro vivente, dove le forme comunicano con e attraverso colori, linee e spazi vuoti. All’interno di tale quadro, il realismo diventa astratto e l’astrazione diventa reale, e questo mi ha portato a godere di entrambi questi stili di espressione, sia con colori ad olio che ad acqua. Quando lavoro con colori ad olio senza schizzo a matita, di solito lavoro contemporaneamente a due o tre quadri. Usando la tecnica della lucidatura, devo aspettare che gli strati di vernice si asciughino, e questo mi lascia il tempo di dedicarmi a un altro lavoro. Un dipinto finito è silente, ovvero non mi “parla”, ma fino a quando mi tiene impegnata, so che ci dovrò ritornare, magari anche dopo qualche anno.

L’unica volta in cui mi sono sentita obbligata, invece che ispirata, a dipingere, fu a metà degli anni ’90 quando divenni consapevole della questione dei diritti degli animali e me ne lasciai coinvolgere. Mi impegnai sempre di più ad accogliere e riabilitare cani, e questo per un periodo intenso e gratificante durato 18 anni. Non lavoravo per mostre pubbliche, bensì su commissione per privati e aziende e inoltre contribuivo a raccogliere fondi per gli animali bisognosi. L’idea che un’immagine vale più di mille parole mi ha portato a creare numerosi dipinti sui diritti degli animali.

Con il ridursi dei membri a quattro zampe della mia famiglia nel corso degli anni, ho riportato la mia concentrazione sul lavoro artistico. Negli ultimi mesi del 2000 cominciai a produrre un gran numero di lavori. Come nel passato, questi dipinti hanno continuato a rappresentare la bellezza della natura e degli animali, che ha riempito e valorizzato la mia vita come persona e come artista.