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Per qualche coda in più... "voglio ridere anch'io" Articolo pubblicato sulla rivista Il Mio Cane n. 75 maggio 2001 Chiariamolo subito: per ora in Italia possamo tagliare tutte le code e le orecchie che ci pare. Una scelta che potrebbe lasciare indietro di parecchi anni l’allevamento italiano di Boxer, Dobermann, Schnauzer e Rottweiler, rispetto all’allevamento tedesco. Ma a parte questo: da dove viene tutta questa resistenza al cambiamento? Personalmente sono stata probabilmente una delle prime proprietarie di un Boxer con le orecchie pendenti, più di venti anni fa, e questo vi può già far capire che il mio punto di vista sulla questione non è esattamente imparziale. Vi dirò che, a osservare la cosa da un punto di vista giustamente distaccato, tutto questo gran “scannarsi” di allevatori e club sul tagliare o meno code e orecchie ai cani, appare un po’ ridicolo. Fate uno sforzo di immaginazione: fate finta di non essere abituati a vedere Rottweiler e Boxer coi loro moncherini di coda, o i Dobermann con le fiere orecchie diritte, cercate di collegarvi con l’essenza della specie canina; ho detto con l’essenza, non con una razza in particolare... non vi sembra che coda e orecchie facciano parte integrante di un cane. Va bé, tutto questo appare teorico e forse un po’ idealistico e sento già un gran vociare intorno a me: “sì, ma...” e tutta una serie di cose quali: il taglio della coda è nato come necessità, il taglio delle orecchie ha ragioni mediche e sanitarie... Eccetera, eccetera. Ok, nei cani da combattimento, poi trasformatisi (non del tutto purtroppo), in cani da guardia e da difesa, la coda e le orecchie rappresentavano un facile bersaglio per l’avversario. Ma si spera che i nostri cani non debbano più combattere. Tutt’al più qualcuno di loro dovrà vedersela con qualche ladro. Del resto, i ladri oggi hanno altre risorse che non il corpo a corpo col cane da guardia preso per la coda: dalle polpette avvelenate agli spray soporiferi, per non parlare delle armi. C’è poi la questione che le code di diversi cani da caccia pare si feriscano ripetutamente contro rovi e cespugli e quindi le varie medicazioni sarebbero molto più dolorose che non il taglio in sé (sulla effettiva esposizione di questi cani alle ferite alla coda esistono studi dai risultati contrastanti). E i cani da caccia che hanno sempre avuto la coda lunga, come sono sopravvissuti finora? Oggi gran parte dei cani è destinata alla compagnia (basti pensare ai Cocker). Perché imporre a tutti il taglio della coda? La questione dell’otite E le orecchie? La principale “risorsa” di coloro che sostengono la continuazione di questa pratica è che i cani con le orecchie lunghe sono più soggetti alle otiti. Probabilmente è vero. Ma allora come la mettiamo coi Cocker, i Basset hound, il Bernese, il Bullmastiff, il Mastiff, il Dogue de Bordeaux, e così via (questi ultimi, tra l’altro, anch’essi cani da guardia e/o difesa!)?. Dovremmo tagliarle a tutti. Una scelta estetica Naturalmente il cavallo di battaglia di chi è contrario a queste pratiche è che si tratta di operazioni ormai effettuate a scopo puramente estetico. Questo è vero nella stragrande maggioranza dei casi, come abbiamo visto. I più attaccati all’immagine tradizionale della loro razza sono gli allevatori di Dobermann e Boxer (razze il cui standard non è ancora stato modificato, ma lo sarà per forza). Nel Boxer in realtà, già da qualche anno abbiamo iniziato ad abituarci a vedere soggetti dalle orecchie lunghe; per il Dobermann la resistenza è ancora più forte. Si dice, infatti, che il Dobermann con coda e orecchie lunghe sia molto simile a un cane da caccia. Bene, siamo nella società delle apparenze e questo non ci può sorprendere: che gran parte delle persone scelga il cane solo per il suo aspetto esteriore. Ma non sarebbe forse meglio perderle queste persone? Quelle che acquistano il Dobermann perché sembra “cattivo”, senza avere la minima idea di cosa sia un Dobermann nella sua essenza? Punti di vista... A dimostrarvi quanto tutta questa discussione finirà tra qualche anno in un bolla di sapone, e di quanto “can can” si faccia per così poco, vi ricordo che in Gran Bretagna tutti i cani hanno le orecchie integre dal 1895. Insomma, là i Boxer e i Dobermann hanno da sempre le orecchie pendule. Eppure, indovinate un po’... molti inglesi inorridiscono di fronte all’idea di non tagliare la coda, esattamente come molti italiani e francesi inorridiscono di fronte all’idea di non tagliare le orecchie. Torniamo un po’ indietro. Tutto cominciò nel 1987, quando venne stilata la Convenzione Europea per la Protezione degli Animali d’Affezione, che prevedeva, tra molte altre cose, anche il divieto di taglio di coda e orecchie. La Convenzione venne firmata da diversi Stati (tra cui l’Italia, che però non l’ha successivamente mai ratificata, cioè non ha emesso apposite leggi per la sua applicazione sul territorio italiano). Per molti Stati del nord Europa, il fatto di non tagliare le orecchie non era una novità. L’apripista fu la Gran Bretagna (non con una legge statale, ma con un regolamentto del Kennel club) nel 1895; in altri paesi scandinavi il divieto è in vigore dagli anni ‘40 (per avere un quadro a livello europeo, vedere il box “chi ha firmato la Convenzione?”). Anche in Israele, conchectomia e caudectomia sono proibite dallo scorso dicembre. “Ma la coda no!” Moltissimi Stati hanno presentato riserva, invece, sul taglio della coda. Poco a poco, comunque, sulla spinta di un’opinione pubblica sempre più sensibile alle sofferenze inferte agli animali, e comunque a un rispetto della loro dignità, uno dopo l’altro gli Stati europei si stanno adeguando, emanando legislazioni nazionali che vietano queste pratiche. Il caso verte, in questo preciso momento, su Boxer, Dobermann, Alano, Rottweiler, Schnauzer, proprio perché la Germania ha vietato il taglio delle orecchie nel 1987 e il taglio della coda nel 1998 (con una legge nazionale), decretando che tali procedure non debbano neanche essere menzionate nello standard delle razze. La questione potrebbe però ben presto riguardare tutte le razze se l’Italia si decidesse (e ci sono vari segnali in merito, per esempio la regione Lombardia; vedere riquadro) a ratificare la Convenzione. Fuori dalla Germania L’Ente cinofilo tedesco e i vari club di razza si sono dunque trovati costretti a modificare gli standard delle razze tedesche che prevedevano il taglio della coda. Apriti cielo! Mentre gli allevatori di Schnauzer e Rottweiler, per i quali il nuovo standard è già in vigore, sembrano (dico sembrano, perché tutto è ancora da vedere) disposti ad adeguarsi senza troppo scalpore, il mondo del Boxer e del Dobermann è in rivolta. Il Boxer Club d’Italia si è fatto promotore di una crociata anti-proibizionista, chiedendo alla FCI (Federazione Cinologica Internazionale) che negli Stati in cui non vi siano leggi che lo vietano, sia ancora permesso tagliare coda e orecchie. La FCI, con comunicato del 29.8.2000 ha ribadito, in merito al Rottweiler, per il quale il nuovo standard è in vigore dall’aprile del 2000, che: "I soggetti con coda od orecchie amputate devono essere ammessi, in conformità alle normative legislative dei loro paesi d'origine e del paese ove si svolge l'esposizione. Il Giudizio di cani con code od orecchie amputate o no deve avvenire senza alcuna discriminazione e unicamente in base allo Standard di razza in vigore". Una presa di posizione un po’ sibillina: se lo standard della razza prevede coda lunga e orecchie lunghe, perché mai in qualche Paese dovrebbe essere tollerato il taglio? Come fa un giudice a valutare il portamento della coda, descritto dallo standard, se la coda non c’è? Sta di fatto che comunque i cani mutilati presto non potranno più gareggiare in Germania, patria della razza. Qualcuno dice che i soggetti con coda e orecchie tagliate non potranno ricevere un giudizio superiore a “Buono” in esposizione (che per un allevatore è quanto di peggio possa succedere), ma probabilmente (e comunque fa poca differenza), semplicemente questi cani non saranno più ammessi in esposizione (l’ente cinofilo tedesco non ha ancora stabilito una data limite: c’è chi dice sei mesi, c’è chi dice due anni). Una volta gli allevatori italiani andavano orgogliosi dei titoli vinti in Germania, la patria della loro razza... invece adesso, pare non gliene importi più nulla... Ma di cosa hanno paura? Di vendere meno cani perché la gente non si troverà più di fronte a un cane che non corrisponde più alla vecchia immagine? La gente si abituerà più rapidamente di quanto si creda, e poi, sinceramente, questa motivazione economica, per quanto abilmente nascosta dietro più o meno fondate giusticazioni mediche, mi pare davvero meschina. “Cinofilia” non significa “amore per il cane”? “Voglio ridere anch’io!” “Impedire all’animale di scondizolare - ha detto Romolo Benvenuto, consigliere regionale dei Verdi per la Lombardia - sarebbe come bloccare in un uomo la capacità di sorridere”. Io aggiungerei molto di più. La coda, per il cane, è un importante mezzo di comunicazione, come si può leggere in qualsiasi testo di etologia o anche in testi meno specialistici. Ha anche una sua funzione quale timone e bilanciere. A prescindere dal fatto che l’amputazione della coda in sé sia dolorosa o meno, il vero maltrattamento consiste nel privare il cane di un mezzo di comunicazione, importantissimo per segnalare stati d'animo quali sottomissione, aggressività o invito al gioco, fino alla propria posizione nella scala gerarchica del branco. Forse, se potessero parlare, i nostri cani ci direbbero che sono disposti a sopportare qualche ferita alla coda pur di essere liberi di muoversi ed esprimersi con la pienezza dei mezzi a loro disposizione. Gli allevatori che per primi hanno smesso di tagliare le code dicono che i loro cuccioli sono più vivaci, iniziano prima a camminare e a correre, riescono a “virare” con più facilità, e addirittura sono più socievoli e giocherelloni. La coda è una parte del cane ben visibile già a distanza, che permette al soggetto di comunicare con un altro cane, anche da diversi metri di distanza, quale sia il suo stato d’animo; non è esagerato pensare che l’assenza della coda determini diverse incomprensioni. Personalmente, osservando il moncherino della coda della mia boxerina sempre in agitazione, sentivo fortemente la mancanza del “resto”, che tanto volentieri avrebbe sbandierato ai quattro venti. Oggi tutti i Boxer possono farlo! Il mio punto di vista è che non esistono ragioni fondate per continuare queste pratiche. Del resto, se osserviamo le cose in prospettiva, ci rendiamo conto che tutto ciò fa parte dell’evoluzione dell’umanità. I primi ad abolire il taglio delle orecchie furono i paesi del nord Europa, tradizionalmente più sensibili alle tematiche animaliste. Man mano che gli altri Stati europei sono andati evolvendo una simile sensibilità, il problema è andato ponendosi anche altrove. Ora, per una questione di analogia, ci si pone anche il problema della coda (se non è giusto tagliare le orecchie, perché allora la coda sì?), e ancora una volta i primi sono stati gli Stati del nord Europa. Tra qualche anno, tutto questo ci sembrerà scontato. Il modo migliore per accelerare questa evoluzione è che proprio il vasto pubblico inizi a chiedere cani “integri”. BOX 1 BOX 2 Austria 02/10/97 10/08/99 01/03/00 Tutti gli Stati non menzionati non hanno firmato la Convenzione. BOX 3 BOX 4 BOX 5 BOX 6 BOX 7 |
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